Tutti conosciamo la fiaba di Cappuccetto Rosso; personalmente ci sono cresciuto quando ero molto piccolo, con mia madre che mi raccontava quasi ogni sera l’avventura della piccola Cappuccetto. Ma provate ad immaginare se nella fiaba si invertissero i ruoli e non fosse più il lupo il “cattivo” della fiaba, bensì l’animale più pericoloso del mondo: l’uomo.

Questo deve essere stato il pensiero alla base del lavoro realizzato da Amélie Fléchais quando ha realizzato il suo Lupetto Rosso, una rivisitazione della fiaba di Cappuccetto Rosso. Protagonista, come si può facilmente dedurre dal titolo del volume, è un lupetto, un giovane lupo che ama vestirsi con un cappuccio rosso. Un giorno, come vuole la tradizione del racconto di Charles Perrault, deve recarsi a fare visita alla nonna, portandole alcune prede fresche.

Da questo momento entriamo in un variegato e luminoso mondo in cui si susseguono veri e propri quadri di una bellezza sconvolgente. Il lavoro svolto dalla Flèchais è incredibile, soprattutto in fase di colorazione e di resa armonica delle tavole, che colpiscono subito l’occhio del lettore, coinvolgendolo in una spirale discendente di colori sempre più carichi e vividi, fino a diventare troppo saturi e ad esplodere nel momento “cupo” del racconto.

La seconda parte del racconto, infatti, si alimenta di un immaginario diverso rispetto alla prima, dove il protagonista torna animale, ingannato dai teneri occhi di una bambina, che si rivelerà essere crudele e spietata come e, forse, anche più di suo padre, il cacciatore. Vedovo a causa dei lupi (da quel che viene fatto intendere inizialmente), la sua sete di sangue è seconda solo al suo incrollabile e folle amore per la defunta moglie. Questa sua disperata caccia al lupo, coinvolge anche la figlioletta, non rendendosi conto di quanto possa essere sbagliato questo modo di operare.

La conclusione del racconto è un connubio perfetto di lirismo e morale classica, dove la ritrovata libertà di Lupetto si traduce in un’autentica esplosione di colore, con l’affermazione dello spirito leggero del giovane predatore, nuovamente inserito nel coloratissimo mondo che gli appartiene. Questo breve romanzo grafico si alimenta, come già detto, del lirismo grafico/dialogico che pervade tutte le pagine del racconto, toccando in profondità le giuste corde del lettore. Se cercate una storia in grado di coinvolgere anche un giovanissimo lettore, stupendolo per la bellezza dei disegni, ma coinvolgendolo per l’intensità della storia, Lupetto Rosso (edito da Tunué) fa sicuramente per voi.

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