Torna, dopo un periodo di aberrante scostanza, All New All DIfferent Thank God Is Wednesday! Un articolo rapido e sintetico per parlarvi delle migliori pubblicazioni statunitensi delle ultime tre settimane. Cominciamo!

 

The Goddamned #1

By Jason Aaron & R. M. Guéra

(Image Comics)

Il team creativo di Scalped si riunisce per narrare le gesta di Caino, l’uomo che ha inventato l’omicidio. Ambientato 1600 anni dopo la cacciata dall’Eden, Jason Aaron miscela mitologia biblica e Western Post-Apocalittico crudele e violento. The Goddamned #1 è un’oculata e quasi scientifica riproduzione del mood imposto dalle sacre scritture nel periodo precedente al diluvio universale: tremendamente ostile ed al contempo affascinante, proprio grazie alla forte percezione di questa ostilità.

Splendida la caratterizzazione del setting e soprattutto del protagonista, un uomo rude avvolto nella giusta dose di mistero, in grado di coinvolgere ed incuriosire il lettore. L’artista Guéra sbalordisce tutti grazie ad un rinnovato stile epico e cinematografico, un character-design di elevatissima qualità ed una lunga, brutale sequenza colma di violenza. Un debutto perfetto per quella che si preannuncia essere una nuova super-hit targate Image Comics.


James Bond #1

By Warren Ellis & Jason Masters

(Dynamite Entertainment)

Il genio di Warren Ellis e l’importanza di un personaggio storico, uniti per una revisione dell’iconografia Bondiana che mantiene comunque intatto lo spirito che la caratterizza e resta fedele alla controparte targata Ian Fleming, tralasciando in parte la più famosa versione cinematografica. La sola sequenza iniziale, action-packed sino al midollo, vale il prezzo del biglietto, merito anche dell’eccezionale artwork di Jason Masters. Un comparto grafico dal tratto estremamente pulito e realistico, dallo storytelling visivo decisamente classico.

Un Ellis che ricorda molto quello di Global Frequency, solido nella definizione dell’ambientazione ed impeccabile nei dialoghi, vera e propria perla di questo debutto Dynamite Entertainment. Il celebre agente segreto è in ottime mani e, nonostante la storyline principale sia stata soltanto accennata, l’ottimo set-up lascia presagire una storia che ha dinanzi a sé un ottimo divenire. Greetings Mr. Ellis.


Black Magick #1

By Greg Rucka & Nicola Scott

(Image Comics)

Recensire un capolavoro come l’ultima fatica di Greg Rucka non è semplice. Un Procedural Police Drama misto al sovrannaturale a tema Streghe, credibile in ogni suo dettaglio a tal punto da sembrare un romanzo autobiografico. In Black Magick la protagonista Rowan Black e i personaggi secondari sbalordiscono per una caratterizzazione e dei dialoghi incredibilmente naturali e lo storytelling dell’autore attua alla perfezione il meccanismo narrativo “Show, Don’t Tell”, eliminando completamente qualsiasi traccia di “exposition”.

La sceneggiatura si sposta su differenti setting, dal sovrannaturale di un oscuro bosco in cui si svolge un Sabbath alla tensione di un rapimento e della negoziazione, sino al termine della issue in cui i due elementi si incontrano per mescersi alla perfezione. Nicola Scott compie il lavoro definitivo della sua carriera con Black Magick #1 grazie al fenomenale artwork caratterizzato unicamente da sfumature di grigio e ad un character-designing perfetto.

Come suo solito, Greg Rucka è riuscito a costruire un mondo in una manciata di pagine e a porre delle basi solidissime per uno dei migliori debutti dell’ultimo anno. Incredibile.


Superman: American Alien #1

By Max Landis & Nick Dragotta

(DC Comics)

Totale delusione per una delle serie più attese di questo Novembre. Definita dallo stesso Landis come la sua risposta al capolavoro All-Star Superman di Grant Morrison, è sin da subito evidente quanto qualitativamente le due storie siano lontane. Una one-shot sui primi voli di un giovanissimo Clark Kent, descritta con cura e sceneggiata discretamente ma priva di un interpretazione realmente originale. Lo script di Landis sprofonda negli abissi della banalità nei momenti padre-figlio tra Jonathan e Clark, provocando quella fastidiosissima sensazione di emotività forzata, uno spasmodico tentativo di toccare il lettore nell’intimo, risultando semplicemente irritante.

L’artwork di Nick Dragotta è pulito ed aggraziato, non particolarmente coerente con il mood di American Alien e a volte sin troppo cartoonesco. La nuova miniserie di Max Landis sulle origini di Clark Kent non rispetta le pompose aspettative che gravavano sulle sue spalle. Data la struttura stand-alone di ciascuna delle sette issue, possiamo soltanto augurarci che lo scivolone resti limitato a questo debutto.

Vision #1

By Tom King & Gabriel Hernandez Walta

(Marvel Comics)

Dopo aver cancellato dal suo Hard Drive gran parte delle sue emozioni, Visione pone come obiettivo per se stesso una maggiore umanità. E cosa c’è di più umano di una famiglia? Nulla! Certo, è una famiglia costruita nello stesso laboratorio in cui è stato creato da suo padre Ultron, ma è pur sempre una famiglia.

Il feeling di Vision #1 è quello di una lettura Vertigo anni ’80: una storia matura e profonda, dalla narrazione old school e psicologicamente inquietante. La presentazione della vita famigliare dell’androide è in grado di provocare particolari sensazioni, come fosse un’angosciante dissonanza nascosta tra le note di una dolce melodia. Tom King, con il suo densissimo storytelling onnisciente, ci regala personaggi perfettamente delineati, solidi e completi, empatici ed affascinanti. Ottimo il comparto grafico di Gabriel Walta, a partire dal layout di pagina sino al suo stilizzato realismo, capace di creare un freddo distacco coerente con il mood della issue. Un artwork straordinariamente ordinario.

Vision #1 scavalca Captain America: Sam Wilson e si aggiudica il titolo di miglio debutto All New, All Different Marvel Now.


Extraordinary X-Men #1

By Jeff Lemire & Humberto Ramos

(Marvel Comics)

Un tiepido debutto per gli attesissimi X-Men di Jeff Lemire, un favoloso autore che sembra però non aver trovato la sua dimensione nel mondo dell'Homo Mutants. Il nuovo status quo Post-Secret Wars vede i mutanti in lotta per la sopravvivenza della loro specie, per l’ennesima volta. La Nebbia Terrigena scatenata da Black Bolt durante l’evento Infinity sta uccidendo e sterilizzando la popolazione mutante, tocca dunque a Storm il duro compito di radunare un team in grado di far fronte a questa tragica situazione.

Uno script discreto, caratterizzato da dialoghi di buona qualità e personaggi ben delineati, piagato però da un concept terribilmente scontato. Un tema troppo abusato quello dell’estinzione mutante, trito e ritrito sin dai tempi del leggendario M-Day e capace di far scemare inesorabilmente l’attrattiva della issue.

Inaspettatamente buona la prova di Humberto Ramos, il detestabile disegnatore che ha accompagnato Dan “Mi-Piace-Far-Schifo” Slott in Amazing Spider-Man, forse la migliore dei suoi ultimi anni. Abbandonate le velleità filo-orientali esacerbate ed il suo stile super-deformed, Ramos modera la sua matita dando il meglio di sé nelle sezioni statiche, grazie ad una sorprendente cura nel character-design. Inconsistenti purtroppo le sequenze action.

Un mezzo passo falso, per ora privo di un aggancio anche solo vagamente interessante. Una issue potenzialmente promettente ma troncata sul nascere da un concept troppo banale.


All New, All DIfferent Avengers #1

By Mark Waid & Adam Kubert, Mahamud Asrar

(Marvel Comics)

I nuovi Vendicatori “ufficiali” debuttano aderendo in maniera quasi irritante a tutti I tropi del teambuilding più classico, portando comunque una ventata d’aria fresca e di leggerezza dopo le intricate trame targate Hickman. La prima parte della issue ha come protagonisti Cap-Wilson e Tony Stark, rimarcando l’attuale inesistenza di un gruppo di Avengers. Pessima purtroppo l’introduzione del primo Villain, totalmente impersonale: un Chitauro la cui sequenza è salvata soltanto dall’intervento del fan-favourite Miles Morales.

La seconda porzione di All New, All Different Avengers #1 è una back-story sul primo incontro tra Ms. Marvel e Nova, ambientata sei settimane prima della precedente narrazione. Molto rapida nel suo svolgimento, dall’impronta street-level e character-driven, Waid impreziosisce questa breve storia con ottime caratterizzazioni.

Altalenante la qualità dell’artwork: ad un mediocre Adam Kubert si alterna un fantastico Asrar, energico e dinamico, perfettamente integrato nel nuovo mood dei Vendicatori. Non eccezionale la prima prova della testata, sufficiente però ad incuriosire sulla direzione che questa nuova impronta porterà sul super-team.


The Ultimates #1

By Al Ewing & Kenneth Rocaforth

(Marvel Comics)

Uno storytelling ad ampio respire, obiettivi a lungo termine, idee sci-fi a go-go molto interessanti e tonnellate di “expositions” rendono The Ultimates #1 la testata Vendicativa più simile ai tanto amati Avengers di Jonathan Hickman. Il supergruppo composto da Black Panther, Captain Marvel, Ms America, Blue Marvel e Spectrum, gode di una caratterizzazione perfetta grazie alla penna impeccabile di Al Ewing: ogni dialogo riesce a cogliere con precisione l’individualità e lo spirito di ogni singolo personaggio. Non particolarmente apprezzato su Teen Titans, Kenneth Rocaforth svolge un egregio lavoro grazie ad uno stile accattivamente, dal character-design splendido e dall’evocativa resa dei background spaziali. I difetti di Ultimates #1 giacciono all’interno dei suoi stessi pregi, quelli di una serie estremamente particolare nel concept e minuziosamente definita nei suoi intenti.


Batman #46

By Scott Snyder & Greg Capullo

(DC Comics)

Prosegue il cammino di Superheavy e assieme ad esso le vite del nuovo Batman e di Bruce Wayne. L’operato di Snyder nell’evoluzione di Jim Gordon, della sua tenacia e della sua testardaggine, continua senza intoppi e l’inaspettata svolta nella vita di Bruce risolleva l’interesse per un personaggio sino ad ora tentennante. Un twist dopo l’altro in Batman #46, issue caratterizzata dalla brutale entrata in scena di Mr Bloom, un villain definito dallo stesso autore come “l’inverso” del Joker. Molto interessante l’introduzione del subplot riguardante Duke Thomas, giovane Robin alle prese con svariati B-List Villain dell’universo Batmaniano.

Capullo si dimostra nuovamente stupefacente: la pulizia del suo tratto e l’attenzione maniacale al dettaglio lasciano, come al solito, a bocca aperta, così come le sue magnifiche sequenze action. Batman #46 è in grado di riportare altissima la qualità dopo le lievi imperfezioni della precedente issue.



All-New Wolverine #1

By Tom Taylor & David Lopez

(Marvel Comics)

Sorprendente debutto per X-23 nei panni della nuova Wolverine. Una issue action-packed ambientata in quel di Parigi, luogo in cui la protagonista è alle prese con un letale cecchino nelle strade della capitale francese. Definita dai sensi di colpa e dalla necessità di esser all’altezza del suo mentore, Laura Kinney provoca immediatamente un forte senso di empatia nel lettore, grazie anche ad un’intensa sequenza “pre-morte” in cui le compare in sogno il tanto defunto e compianto Logan. Energico ed espressivo il tratto di David Lopez, in grado di coadiuvare uno storytelling perfetto per il mood della issue. Ottima la resa al femminile del classico costume giallo-blu. Solide basi sono gettate in All-New Wolverine #1 e le ultime pagine della issue accrescono l’interesse per questa nuova serie.

 

Per questa settimana è tutto. Una menzione d’onore per gli ottimi Illuminati #1 di Joshua Williamson & Shawn Crystal e All-New Hawkeye #1 di Jeff Lemire & Ramon Pérez. Secret Wars #7 è, come al solito, un capolavoro. Alla prossima, Hasta La Vista Bitches!

Enrico, come sempre un focus eccellente. Passando al tema Lemire, purtroppo pure io nutro delle perplessità su quanto potrà dare ai mutanti. Nell'ultimo triennio il canadese ha dimostrato di sapersi gestire bene lavorando su molte testate e mantenendo standard sopra la media: Saldatore Subacqueo, Trillium, Descender, quella perla di Animal Man, la JL, Green Arrow e pure parecchia roba Valiant (e, di sicuro, dimentico qualcosa). A spaventarmi, più che il numero di testate affidategli da Marvel, sono i paletti imposti da una testata mainstream come gli X-Men. Dunque non dubito che farà bene su Moon Knight o Hawkeye... ma coi mutanti non lo so. Gli ultimi sceneggiatori mutanti a cui è stato concesso di staccarsi dalla continuity principale (e dai toni) del Marvel Universe sono stati Morrison e Whedon (i suoi Astonishing X-Men restarono addirittura fuori da Civil War per sua volontà), temo che a Lemire non verrà concesso questo lusso e questa robaccia delle nebbie terrigene sembra confermarlo...


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#3

Sì Vincenzo, suppongo che il problema siano le imposizioni dall'alto per un concept così ampio come quello dedicato ai mutanti. Come hai detto tu, negli ultimi vent'anni gli X-Men hanno dato il loro meglio in storie relativamente slegate alla continuity principale, vedi anche la lunghissima run di Peter David su X-Factor. In Valiant Lemire ha scritto in minievento favoloso con Matt Kindt, chiamato appunto The Valiant, e ha dimostrato comunque di esser valido a tutto tondo nel momento in cui ha anche solo un minimo di libertà.


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#4

Goddamned e Black Magick sembrano fantastici! prima o poi devo decidermi a leggere qualcosa della Image...

#5

Sono stati debutti esplosivi, soprattutto Black Magick. Per iniziare con la Image ti consiglierei Saga di Brian K Vaughan e Fiona Staples, stupendo e decisamente user-friendly.

#6

Se solo avessi i soldi...

#7
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