Triste è la vita dell’essere umano, spesso incapace di dedicare anima, corpo e tempo alle sue recensioni per il Bar Del Fumetto e costretto a restringere il suo articolo settimanale. Per questa volta saranno presenti soltanto due recensioni, piuttosto approfondite, di quelle che ho ritenuto le migliori pubblicazioni della scorsa settimana: Secret Wars della coppia Jonathan Hickman/Esad Ribic e il nuovo creator-owned di Brian K Vaughan, We Stand On Guard. Et voilà!

Secret Wars #4 – Hickman/Ribic
Crisis On Marvel Multiverse – Act Four: Strong Is The Hand Of God
Doom

Secret Wars #4 conferma e migliora le meravigliose impressioni ricevute dal primo trittico di capitoli, dedicati principalmente ad un fenomenale build-up del Battleworld e dei suoi abitanti. Jonathan Hickman, lodato sia sempre il suo nome, lascia un’impronta indelebile nel mondo dei Comics, stilando mese dopo mese parti di un ottalogo fondamentale per il futuro degli eventi supereroistici. La suprema capacità di miscelare il suo peculiare stile ad ampio respiro con un profondo studio dei personaggi, senza perdere di vista il perno emozionale attorno a cui gira l’intera vicenda e senza disperdere le proprie energie in un inutile tentativo di epicità fine a se stessa, rendono Secret Wars semplicemente la miglior epopea supereroistica degli ultimi vent’anni, superiore persino al tanto sopravvalutato Civil War.

La progressione organica degli eventi che si susseguono in Secret Wars #4 è talmente coerente e naturale da sembrare addirittura banale nella sua elevatissima qualità, annientando totalmente il trend che vede i capitoli centrali dei crossover come spartiacque contenenti un prevedibile twist in grado di spostare la direzione dell’evento verso un telefonatissimo finale. Hickman scimmiotta questa deleteria tendenza dei maxi-eventi supereroistici, gettando nel vivo dell’azione God Emperor Doom e mostrando il motivo per cui è una figura talmente autoritaria da assurgere al rango di divinità.

Le vicende degli eroi provenienti dall’Universo 616, sconcertati dalla rivelazione di Stephen Strange, si intrecciano con l’attacco dei Thor Corps alla Cabala, guidata da Ultimate Reed Richards e Thanos. È proprio nel punto di collisione tra le due forze sopravvissute alla fine del Multiverso che Doom si erge, sovrastando l’intero cast della issue e ponendosi come protagonista assoluto di questa monumentale storyline. Il potere assoluto di God Emperor Doom e la responsabilità che tale divina forza comporta diventano il fulcro dell’intera issue, avendo persino un effetto retroattivo su numerosi eventi risalenti a New Avengers.

Dal punto di vista prettamente stilistico, Jonathan Hickman supera ancora una volta se stesso: i suoi fantastici dialoghi sono la quintessenza dei personaggi da lui meravigliosamente interpretati.  La perpetua rivalità tra Dr Doom e Reed Richards viene portato alla ribalta, riportando l’astronomico conflitto su un piano più umano, elevando ulteriormente una caratterizzazione già perfetta. La cura, l’attenzione e l’eleganza che Hickman infonde nelle azioni di ogni membro del cast sono sinonimo di un enorme rispetto per i personaggi e per la trama, oltre ad essere una rara possibilità per il lettore di sentirsi onorato e considerato come il reale fruitore dell’opera e non come un semplice mezzo per gonfiare il portafogli.

Esad Ribic e Ive Svorcina continuano a mietere vittime a suon di mascelle spaccate: un artwork pittorico, complesso, fluido, epico e tremendamente evocativo. Si possono tessere lodi per l’incredibile pathos che la sola figura di Dr Doom riesce a trasmettere, per l’agonizzante dilemma che grava sulla figura di Stephen Strange, per la sensazione epica che ogni singolo pannello riesce a trasmettere, ma sarebbe comunque troppo poco per descrivere il lavoro che Ribic & Svorcina stanno svolgendo.

Cos’è Secret Wars se non lo specchio della realtà? Il parallelismo tra una Marvel pronta a far scontrare i suoi due più famosi universi e un Jonathan Hickman che scrive l’ultima grande speranza del Multiverso, con i Beyonders, divinità artefici del collasso cosmico, e Dr Doom in grado di salvare il salvabile, è piuttosto semplice da intuire. Sarà la stretta correlazione con la realtà che rende Secret Wars un capolavoro assoluto del supereroismo moderno? Non lo sappiamo, ma di certo godremo del suo splendore.

 

We Stand On Guard #1 – Vaughan/Skroce
For Thee, God Keep Our Land Glorious And Free

Uno dei pilastri del mondo dei comics, nonché uno dei miei autori preferiti, si riavvicina al suo passato con We Stand On Guard, allontanandosi dalla deriva Sci-Fi intrapresa con l’ottimo Saga. Molto più vicino a capolavori come Ex Machina e Y: The Last Man, l’ultima fatica di Brian K. Vaughan si apre con un terribile bombardamento alla Casa Bianca nel 2112 seguito da un apparentemente immotivato attacco missilistico Statunitense sulla Capitale del Canada, Ottawa. Una dozzina di anni troviamo Amber, ragazzina incontrata nelle pagine precedenti durante l’attacco, negli innevati territori Canadesi del Nord-Ovest. In queste lande desolate la nostra protagonista incontra una piccola cellula della Resistenza, coraggiosa a tal punto da opporsi agli enormi e minacciosi Droidi Americani che pattugliano le terre della loro ex-patria.

I pregi dello storytelling targato BKV sono sempre stati una caratterizzazione dei personaggi unica ed inimitabile, l’abilità di far respirare le pagine di ogni sua opera tramite la vitalità infusa in essi, l’individualità delle loro voci e dei loro atteggiamenti al di sopra di una sceneggiatura, per quanto formidabile, sempre in secondo piano rispetto alle personalità da lui delineate. Questa prima over-sized issue mostra tutte queste qualità così come la peculiare abitudine di Vaughan nel progettare le sue serie a lunghissimo termine: si stanno gettando le basi, la delineazione dei personaggi è cominciata e il setting è stato abbozzato. Cosa è accaduto nella dozzina d’anni tra il bombardamento di Ottawa e l’attuale situazione politica Canadese? Com’è stata assoggettata la nazione? Informazioni avvolte nel mistero che fomentano la curiosità già alta per questa serie dalle premesse davvero interessanti. Nonostante la lentezza della narrazione, la lettura non cade mai nella noia e si è sempre affascinati dal primo approccio con questa distopia.

Steve Skroce, storyboarder della Trilogia Di Matrix e altri lungometraggi dei Fratelli Wachowksi, e il favoloso Matt Holligsworth sono autori di un artwork fenomenale: il livello di dettaglio impostato dall’illustratore e la morbidezza della colorazione donano alla issue un aspetto tremendamente realistico ma incredibilmente leggero alla vista, soffice e semplice da recepire ed ammirare. Incredibili le enormi panoramiche sul setting e sui Droidi Americani, sbalorditivi e realistici, così come è favoloso il lavoro di caratterizzazione estetica dei personaggi, in grado di elevare la già ottima prova di BKV alla penna. 

Il lavoro preparatorio per la nuova epopea targata Brian K. Vaughan è appena cominciato. Nei prossimi anni vedremo crescere ulteriormente We Stand On Guard e ci ricorderemo del Luglio 2015 come l’inizio di una nuova pietra miliare del fumetto statunitense. Affidarsi a questo autore è sempre una scelta saggia.

 

Thank God Is Wednesday 21 termina qui e si augura di poter tornare a sciorinare decine di recensioni a settimana il prima possibile. Hasta la Vista!

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