In questi giorni i fan della DC Comics fremono alla vista dei primi fotogrammi e dietro le quinte rubati al film Suicide Squad. E oggi parliamo proprio del debutto di una nuova testata qui in Italia che parte dal #1 ovvero Suicide Squad/Harley Quinn.

Harley Quinn #0 di Amanda Conner e Jimmy Palmiotti (disegni di Amanda Conner, Becky Cloonan, Tony S. Daniel, Sandu Floreak Stephanie Roux, Dan Panosian, Walter Simonson, Jim Lee, Scott Williams, Bruce Timm, Charlie Adlard, Adam Huges, Art Baltazar, Tradd Moore, Dave Johnson, Jeremy Roberts, Sam Kieth, Darwin Cooke, Chad Hardin)

Credo che già l’enorme ed insolito elenco di disegnatori all’opera su questo numero di debutto/presentazione dedicato alla folle amante del Joker, basti a far capire che tutta la narrazione è anch’essa ai limiti dell’assurdo. Assistiamo ad uno sfondamento della quarta parete da parte di Harley, la quale instaura un dialogo coi due autori della serie (Conner e Palmiotti) alla ricerca del disegnatore ideale per le sue avventure. Il livello di follia e divertimento raggiunto in queste circa venti pagine è da guinnes dei primati: oltre alle folli situazioni con cui si cimenta Harley, ci si mettono anche i due autori, che non si tirano indietro e si lanciano in battute e siparietti assurdi con la loro protagonista. L’insolito stile grafico di questa storia è solo la ciliegina sulla torta di un mondo parallelo nel quale vive la stravagante villain, totalmente a suo agio nel parlare con un castoro di peluche. Tutto ciò è ovviamente funzionale alla presentazione del nuovo status quo narrativo di Harley: un suo ex-paziente le ha lasciato in eredità un intero edificio a Coney Island, Brooklyn, New York e lei ora deve esercitare i suoi diritti su tale proprietà. Con questo spirito ci avventuriamo in quello che è il vero inizio della run di Palmiotti e Conner.

Harley Quinn #1 di Conner, Palmiotti, Hardin

Ci lasciamo alle spalle la follia narrativa del numero #0, per addentrarci nella pazzia più conosciuta del personaggio di Harley. La cosa stupenda della stramba donzella è sicuramente il suo modo di vivere: è una persona che non si fa problemi su niente, non ha freni inibitori e guarda il mondo con spensieratezza (sebbene con ciò non si intenda per forza qualcosa di positivo), creandosi la sua personale “giustizia” e vivendo una vita ai limiti dell’incredibile. Fin da subito Harley dovrà scontrarsi col mantenimento dello stabile ricevuto in eredità. E proprio il suo lato schizofrenico viene fuori mentre cerca lavoro: riesce a trovare impiego sia come psicologa che in un… Roller Derby! Ovviamente la Quinzel ha un approccio parecchio violento a questo “sport”, sebbene questo le garantisca un posto in squadra. Ma la vita di uno psicopatico non è mai tranquilla e quindi subito Harley scopre che qualcuno ha messo una taglia sulla sua testa. Questa nuova situazione è sicuramente insolita e la curiosità per scoprire gli sviluppi della storia è tanta. Harley Quinn è un personaggio che sta vivendo un grande periodo di notorietà ultimamente, tanto che negli Stati Uniti è una delle serie più seguite. Vedremo se anche in Italia sarà così, ma le premesse ci sono.

New Suicide Squad #1 di Sean Ryan e Jeremy Roberts

E tripla razione di Harley Quinn per chi acquista questo mensile. La ritroviamo infatti anche nella formazione della New Suicide Squad, diretta non più da Amanda Waller ma da Vic Sage. I primi cambiamenti apportati dal nuovo direttore fanno riferimento ai membri del team, al quale si aggiungono un peso massimo della DC, un personaggio di ottima fattura (se ben sfruttato) e una new entry molto particolare nel panorama dei villain: Deathstroke, Manta Nera e la figlia del Joker. Questi tre nuovi ingressi si vanno ad aggiungere ai classici membri come, appunto, Harley e Deadshot. Le differenze coi vecchi membri però non sono finite perché mentre i vecchi villain erano controllati tramite una bomba presente nel collo, il nuovo trio non possiede questo deterrente. Dal punto di vista della trama, assistiamo alle prime frizioni tra i membri della Squad, ma spero che Ryan faccia evolvere le storie future oltre il classico cliché dei personaggi che non sono in grado di collaborare tra loro, per spostarsi su lidi più innovativi. Insomma, aspettiamo e scopriamo come si evolve questa nuova formazione della Suicide Squad.

Arkham Manor #1 di Gerry Duggan e Shawn Crystal

Chiude il nuovo mensile RW Lion il primo numero di una miniserie incentrata sul Cavaliere Oscuro. In Batman Eternal (in Italia sul mensile Batman Il Cavaliere Oscuro), Villa Arkham è stata inghiottita dal terreno, liberando gli abitanti del manicomio più famoso dei comics. La soluzione che si sceglie di adottare è semplice ma controversa allo stesso tempo (almeno per noi lettori di fumetti, che conosciamo l’identità del Crociato Incappucciato): il nuovo manicomio sorgerà all’interno di Villa Wayne, ormai abbandonata dai suoi vecchi proprietari. Cosa c’è quindi di così scioccante nel fatto che un paziente venga ucciso? In fondo, gli omicidi ad Arkham sono all’ordine del giorno. La differenza è che questa volta ci troviamo a Villa Wayne e Batman non può fare a meno di restare colpito quando vede un cadavere in una delle stanze nelle quali è cresciuto, nelle quali è vissuto. Con questo intento destabilizzante si apre Arkham Manor e i tratti molto dark della testata apportati da Crystal sono perfetti per arricchire l’atmosfera della trama di Duggan.

Questo nuovo mensile ha davvero un’ottima partenza perché contiene molti ingredienti: divertimento, azione, atmosfere cupe e… Batman! Per questa recensione è tutto, noi ci rileggiamo alla prossima.

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Bomba!! Questo numero mi ha fatto impazzire!!

#1

Confermo, è una bella ventata d'aria fresca (sia in DC che in Lion, visto che ha un bel sommario coerente)

#2

bella recensione. Mi hai convinto a cominciare a leggere Suicide squad

#3

Significa che ho svolto bene il mio compito

#4
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