Autore completo: P. E. Serpieri
Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore
52 pp., 22,5x30,5 cm, 6.90 €
Collana: Tex d'Autore, Annuale

Apro il volume. Sento già quel profumo. Ignoto rustico vasto sentiero antico, di avventura. Vedo il ritratto di un giovane Tex che mira con una Colt Walker. Statuario ma pieno. Pieno di tensione, pieno di romanticismo, pieni i suoi occhi di qualcosa da raccontare. Quegli occhi fini, truci e affabili insieme, stampati su quel profumo. Perché è la carta, dannata, ammaliante, di questo nuovo formato ispirato a quello dei volumi del fumetto d'autore franco-belga, che già senza le immagini ti restituisce quell'odore che è subito lettura di un altro mondo. La lettura di un tuo parallelo che cavalca onde di personaggi e lotte e ti racconterà la sua storia, purché tu, lettore, la faccia tua. Te la racconterà senza mai guardarti dritto negli occhi, come solo un eroe, ferito, ma gentile, sa fare.

Mettiamo subito per bene le cose in chiaro: non parliamo del solito Tex.
Uscito il 17 febbraio, il volume di cui andremo a parlare è il primo d'una nuova collana dal titolo provvisorio Tex d'Autore, che vedrà storie inedite fuori dal tempo e dai canoni della serie regolare dedicata al ranger simbolo della Bonelli. Non attendetevi infatti continuità con quanto raccontato negli oltre seicento numeri regolari di Tex ad opera dei vari Boselli, Nizzi o Bonelli.
La storia narrata in questo volume è stata pensata dal grande fumettista di fama internazionale Paolo Eleuteri Serpieri in tempi non sospetti, proposta e discussa con lo stesso Sergio Bonelli ed in seguito mai realizzata, forse perché osava troppo.

 

La nuova gestione della casa editrice milanese ha pensato di riprendere il progetto e spostarlo sulla neonata collana di cui sopra, inaugurando un corso di storie annuale d'indubbio interesse.
Narrato nella finzione del racconto da un anziano Kit Carson, stanco ma mai fiacco, il Tex di cui andremo a leggere è giovane, impulsivo e, dallo stesso Boselli, nell'introduzione è definito
scarmigliato.

 

                                           


 

Mauro Boselli è un gentiluomo d'altri tempi che ci accompagna, tramite le prime pagine, in un museo di parole ed immagini colmo di mistero, colorato di dubbi, ingentilito dalla fantasia.
I dati utili alla comprensione del racconto e del contesto storico dello stesso ce li fornisce, più freddamente ma in modo esaustivo, Ferruccio Giromini, che tra le tante informazioni riferisce al lettore della presenza, nel racconto di Serpieri, di due tribù indiane: i Comanches e i Kiowa. Se quest'ultimi non godono di grande importanza storica, i primi sono famosi per essere stati molto abili nel furto, in particolar modo di cavalli. Difatti si deve a loro la coniazione dell'espressione “luna comanche”: notti in cui questi indiani dalle gambe corte razziavano facendo piazza pulita, il tutto alla sola luce della luna.

I colori incantano, la griglia è libera, le tavole rappresentano la perfetta commistione tra freschezza e classicismo: è, d'altronde, Serpieri, proprio l'autore di tante storie classiche del fumetto italiano, ma qui impegnato in un sincero elogio alla giovinezza.

Le parole della bella Kathy Logan scivolano verso uno sprazzo bianco che divide e scioglie elegantemente le vignette lasciando tempo al lettore di assorbire l'incubo raccontato dalla donna per poi catapultarsi, vignetta dopo, nuovamente nella lotta.

Un paio di pagine dopo, Tex, risoluto, urla il nome del proprio nemico e lo accusa, determinato. La tensione cresce, e tra le urla e il combattimento striscia un breve sentiero bianco che spezza i due momenti e accresce il
thrilling emotivo.

 

Serpieri dosa gli spazi guidando gli occhi ed il cuore del lettore che, affezionato o meno ad Aquila della Notte, non può non essere sconvolto da un ritmo che straccia i canoni del fumetto popolare senza tradirne i contenuti.

Gli spari sono cessati, la loro eco si perde lontano.. nella vallata cala il silenzio. Un silenzio di morte. L'unico rumore è quello del vento.

 

                  


 

Le tavole narranti l'atto di vendetta di Tex sono scure, sibilanti, serrate, mute, ed esplosive. L'azione dettagliata, cruda. Dopo nuvole di dialogo grandi, scorrevoli, purché piene, che imperano tra i personaggi e li dividono ritmando la lettura, Serpieri spiazza il lettore mostrando il Tex che non aveva mai visto, osannando la gioventù nella sua instabile fermezza, nelle sue sfumature più opache, ma senz'altro genuine.

   Nulla è eterno
   solo la terra dura
   oggi è un bel giorno
   per morire.


          

 

I tamburi ci accompagnano verso uno scontro carico di rancore; l'ansia è attenuata dai colori pallidi scelti dal paesaggista Serpieri: ci inoltriamo nella terra segreta ma familiare incuriositi dai dettagli dei ciuffi d'erba, delle rocce, che insieme al fuoco e al fumo e poi alle nuvole e al cielo, così amalgamati restituiscono la sensazione di star viaggiando attraverso i quadri di un altro tempo, ma nei quali le cornici sono bianche, vaste, e insormontabili: una gabbia dalla quale non vorrai fuggire.
Il racconto scorre e porta il lettore, alla fine, a scoprire una perla metafumettistica di rara bellezza, un omaggio alla famiglia Bonelli e quindi alla grande tradizione del fumetto italiano, della quale non voglio trattare in questa sede per non rovinare ad alcuno la sorpresa.


Nella valle cala il silenzio, si ode solo il frusciare dell'erba mossa dal vento. Dalle colline, inesorabile, ossessivo, continua inquietante il tetro suono dei tamburi...


Si fermino i tamburi, si plachi la sete di guerra degli indiani: è ora il tuo momento, lettore, di decidere se cimentarti nella lettura, abbracciando questa per quella che è: non un'altra storia dello storico Tex, ma il sorprendente frutto della fantasia di un grande autore che vuole narrarci L'eroe e la Leggenda che vanno oltre il ranger, l'indiano Navajo e la Storia stessa.

    
Paolo Eleuteri Serpieri dedica questo volume a Sergio Bonelli

 

Complimenti Mattia, davvero una bella recensione

#1

Un'ottima analisi, Mattia.

#2

Vi ringrazio, ragazzi (:

#3
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