Finalmente, dopo mesi di attesa, anche in Italia sbarca Multiversity. Il nuovo progetto partorito dal folle genio di Grant Morrison, parte questa settimana con il primo capitolo e ci troviamo subito immersi in una marea di realtà alternative, mondi prossimi al collasso e supereroi da tutte le dimensioni. Concetti già visti su altre opere dello scrittore scozzese ma con tanta nuova carne al fuoco ed un fattore molto importante: il lettore è coinvolto come mai prima d’ora.

Fin dalle prime pagine, Multiversity introduce uno sfondamento della quarta barriera degno delle opere di Morrison: il giovane protagonista iniziale (che poi si scoprirà essere l’ultimo dei Monitor, Nix Uotan) ha tra le mani un numero di Multiversity con in copertina una scritta che invita a non leggerne il contenuto, ma allo stesso tempo la voce narrante sottolinea in continuazione come noi lettori dovremmo desistere dal continuare a leggere lo stesso fumetto che abbiamo tra le mani, creando uno strano parallelismo tra cioè che viviamo e ciò che leggiamo. Dopo questo iniziale primo stato confusionale, vediamo Uotan viaggiare attraverso gli Universi fino a raggiungere una devastata Terra 7, luogo nel quale inizia la vera narrazione di questo lungo arco narrativo. A questo punto preferisco raccontarvi poco altro della trama per due motivi: uno è ovviamente legato al non volervi rovinare il piacere della lettura, il secondo fa riferimento all’altrettanto piacevole complessità dell’opera, che deve molta della sua forza anche all’interpretazione che si può dare a certi avvenimenti.

Vi basti sapere che in poco tempo saremo noi lettori a viaggiare su altri Universi, prima di tutto Terra 23, che avevamo già visto in un numero di Action Comics (scritto dallo stesso Morrison), dove ritroviamo il Superman di colore che è anche il Presidente degli U.S.A. di quel pianeta Terra. Lui e altri supereroi provenienti da tutto il Multiverso saranno chiamati a rapporto al centro dell’Universo, più precisamente nella Casa degli Eroi, dove gli verrà chiesto di sventare una misteriosa minaccia che sta lentamente corrodendo il tessuto del Multiverso. Facciamo quindi la conoscenza di alcuni personaggi alquanto bizzarri, come il fantastico Capitan Carrot, supereroe proveniente da un mondo nel quale regnano le leggi dei cartoni animati (e questo gli sarà molto utile nel corso della storia, vedrete), una Aquawoman (da Terra 11), Dino-Cop, Red Racer (il quale pare avere una relazione con Power Torch) e molti altri. Proprio questo corrispettivo di Flash si rivelerà importante per il viaggio nel Multiverso in quanto è un inguaribile nerd.

Ora vi starete sicuramente chiedendo cosa possa centrare essere un nerd (e lettore di fumetti) col dover affrontare minacce in grado di distruggere Universi. Non avete tutti i torti, ma dovreste anche aver letto – qualche riga più su – che il lettore svolge un ruolo molto importante all’interno della trama: non si pensi quindi al solo lettore fisico (cioè io, voi e tutti quelli che hanno acquistato il fumetto) ma anche a quello presente all’interno di Multiversity stesso. Subito infatti scopriamo che ogni personaggio altri non è che il protagonista di uno o più fumetti presenti su altri universi. Così Red Racer scopre che il SuperPresident (concedetemi questo neologismo) esiste davvero ma in un altro Universo, così come altri personaggi sono presenti sui fumetti delle varie Terre. Insomma qualcosa che ricorda molto 1985 di Millar, ma all’ennesima potenza: ogni personaggio presente in questo fumetto esiste davvero in un altro Universo, dove i personaggi dei fumetti sono persone in carne e ossa, quindi nessuno esclude il fatto che noi esistiamo magari nei fumetti di altri Universi (e qui chiudiamo il cerchio sul perché Nix Uotan non dovrebbe leggere il fumetto “maledetto” che vediamo in apertura di questo #1).

Come al solito Morrison non può fare a meno di maltrattare i nostri poveri neuroni, creando qualcosa di insolitamente complicato e allo stesso tempo interessante, coinvolgendo il lettore nei suoi deliri (si fa per scherzare). Alcuni fattori rimangono inalterati e trovano le loro radici in 52, altra opera “multiversale” dell’autore: l’importanza della musica e delle armonie che reggono l’intera struttura della realtà, i Monitor protettori del tessuto universale, ma sarà nei prossimi numeri che lo scozzese darà libero sfogo a tutta la sua verve narrativa. Infine spenderei due parole anche sull’ottimo Ivan Reis, perfetto per questo primo numero introduttivo alla follia di Multiversity e che garantisce al lettore uno stacco non troppo drastico tra il fumetto classico DC Comics e le varie realtà che verranno raccontate in seguito. Vi ricordo inoltre che Multiversity sarà composto da diversi #1 ma che solo il capitolo iniziale di questa saga avrà anche un #2 per un totale di 9 capitoli.
Qui sotto un elenco dei capitoli finora annunciati e che faranno parte del progetto.

01 - Multiversity #

02 - Multiversity: The Society of Super-Heroes #1

03 - Multiversity: The Just #1

04 - Multiversity: Pax Americana #1

05 - Multiversity: Thunderworld #1

06 - Multiversity: ??? #1

07 - Multiversity: Home Sweet Home #1

08 - Multiversity: Other Worlds #1

09 - Multiversity #2

Insomma un viaggio attraverso diversi mondi, scoprendo realtà alternative e leggendo le vicende di una marea di eroi in giro per il Multiverso.
E voi cosa aspettate? Smettetela di leggere questa recensione, leggete Multiversity!

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Morrison è il mio dio pagano, gli farò l'altarino un giorno

#2

Sicuramente uno degli scrittori migliori di sempre, secondo me gli calza a pennello l'etichetta do genio della follia perchè i viaggi che fanno la sua mente non hanno paragoni in nessun altro scrittore, sono veri e propri "disegni" divini che all'inizio difficilmente vengono compresi ad una prima lettura (spesso nemmeno ad una seconda o terza ) ma che ti invogliano a rileggere ed approfondire la storia come nessuno!


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#3

C'è da dire che, come lui stesso ha recentemente confessato, alcune cose sono frutto dei cosiddetti "paradisi artificiali"

#4

Ma è leggibile e comprensibile anche a chi come me di DC ha letto poco o nulla?

#5

Sì sì è comunque seguibile (e comunque è un modo per conoscere universi alternativi)

#6
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