In attesa dell’uscita dei DVD in Italia, L’Attacco dei Giganti procede spedito per la sua strada e arriva al volume 13. Dopo il salvataggio di Eren e il sacrificio di Ymir, i nostri dovranno ancora far fronte alla minaccia maggiore: la corruzione e i misteri all’interno delle mura. Andiamo a vedere cosa succede in questo tredicesimo volume del maestro Hajime Isayama.

Lo scontro fuori dalle mura nel tentativo di recuperare Eren è costato tantissimo all’Armata Ricognitiva e la prima parte del volume si concentra bene sulle conseguenze di questi eventi, non solo dal punto di vista fisico ma anche su quello mentale: tutti devono far fronte a ferite o a traumi di varia natura, neanche i più forti questa volta si sono salvati dal subire le conseguenze dello scontro. Isayama ci mostra come anche i migliori possono fallire e il lato umano di ogni personaggio viene affrontato con la solita originalità del magaka. Resta comunque evidente che la chiave di volta per il successo dell’umanità sia proprio il giovane in grado di trasformarsi in gigante: dopo il volume 12, tutti si chiedono quali siano i reali poteri di Eren e inizia una fase di allenamento per conoscere al meglio le potenzialità di questa trasformazione.

Il volume però si sofferma anche su un altro personaggio che sta acquisendo molta importanza: Christa (o Historia che dir si voglia). Ci viene mostrato il passato travagliato della ragazza e la difficile situazione famigliare nella quale era costretta a vivere. Non viene ancora chiarito quali possano essere le informazioni conosciute dai membri della sua famiglia, ma vengono aggiunti tantissimi misteri a quelli già presenti nel manga: siamo quasi sicuramente alla metà dell’opera ideata da Isayama e sembra chiaro ormai che proprio le domande legate al passato di Christa siano quelle in grado di portare l’opera alla sua conclusione; resta però il dubbio che alcuni personaggi stiano acquisendo un’importanza che prima non gli era dovuta per ovvi motivi, mentre altri vengono sempre più messi in secondo piano (mi riferisco a Mikasa e Armin, ormai ridotti a “macchiette” quasi comiche o comunque privi della caratterizzazione di un tempo).

La nota che caratterizza la seconda metà del volume è senza dubbio il fan service: l’inserimento di alcune battute (vedi Eren che, parlando di Jean, dice che ha una “faccia da cavallo”) o la presenza di alcune scene (Mikasa che spacca la legna pur avendo le costole fratturate) sembrano decisamente un modo di strizzare l’occhio ai fan del manga; stesso discorso per le “simpatie” che stanno nascendo tra Eren e Christa (e ormai sembra chiaro quanto Mikasa non possa avere chance col ragazzo, che pare preferire le bionde). Ma senza ombra di dubbio alcuno, è la scena del “travestimento” di Armin quella che domina all’interno della narrazione, portando l’andamento del manga su nuovi comici sviluppi – ma non faccio altri spoiler, per non rovinarvi la sorpresa.

C’è da dire inoltre che Isayama sta davvero migliorando il suo disegno, soprattutto la differenziazione dei personaggi inizia a farsi notare, oltre al fatto che le scene statiche sono realizzate con maggiore precisione. Personaggi isolati dal mondo, Elvin che organizza sempre piani assurdi, nuovi misteri che si aggiungono a quelli ormai impossibili da risolvere, ottima caratterizzazione dei personaggi e imprevedibili sviluppi di trama: questi sono tutti gli ingredienti presenti in questo volume che, come molti altri, tiene un ritmo altissimo e continua ad essere molto accattivante, un manga privo di buchi di trama, privo di momenti statici e privo di qualsivoglia rallentamento. Tutto questo è L’Attacco dei Giganti e non posso non ricordarvi, come sempre, di recuperare questo manga e immergervi in una lettura molto diversa dal solito. Per questa recensione è tutto, ci rileggiamo prossimamente.

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Stavo immaginando a come avrebbe reso questo manga disegnato da Obata...

#1

Oddio sarebbe stata la goduria...

#2
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