Recentemente Thor è stato protagonista di molti rumors su internet, tutti legati al “cambio di sesso” che avverrà sulla testata del Principe di Asgard. Intanto però in Italia continuano le sue avventure al cui timone c’è sempre l’ottimo Jason Aaron, accompagnato in questo nuovo ciclo di storie da Ron Garney ai disegni.

Dopo Il Macellatore di dei e Bomba Divina, Jason Aaron realizza un altro ottimo ciclo di storie su Thor – God of Thunder, anche se questa volta le differenze coi i due cicli precedenti sono davvero tante. Se infatti Thor ci aveva abituati ad ambientazioni cupe e crude, questa volta le trame si spostano maggiormente su un filone fantasy che ben si sposa con la penna di Aaron: Malekith il Dannato (che dà il nome alla saga in questione) viene liberato e comincia la sua crociata contro gli Elfi Oscuri, nel tentativo di eliminare ogni rivale al trono di Svartalfheim. Nel tentativo di fermare la minaccia di Malekith e difendere gli Elfi Oscuri, Thor (e quindi Asgard) e gli altri Nove Regni decidono di formare un’alleanza: da questo momento parte la caccia al malvagio e potente stregone, fra momenti d’azione molto tirata, siparietti comici mai fuori contesto ed eventi drammatici coinvolgenti.

Evitando di rivelarvi il finale, vi posso però dire che questa immersione nei Nove Regni ci permette di conoscere meglio le usanze e il carattere dei rispettivi abitanti: Nani, Troll, Elfi della Luce e Giganti faticano ad andare d’accordo per fare fronte comune contro Malekith e le sue schiere; ma come sempre accade in questi casi, nasceranno saldi legami e si svilupperanno interessanti dinamiche all’interno della Lega dei Nove Regni (questo il nome del gruppo capitanato da Thor). Ma niente è mai come sembra in apparenza e Jason Aaron non è mai autore banale o totalmente prevedibile. Infatti proprio il colpo di scena finale e lo scioglimento (in un certo modo che non vi rivelo) della Lega a missione compiuta, rivela l’abilità dello scrittore nel caratterizzare la propria run come una serie di cicli simili a quelli delle grandi saghe fantasy.

E proprio alle grandi epopee del genere fantasy si rifanno la maggior parte delle citazioni presenti nella storia. Primo fra tutti Il Signore degli Anelli, soprattutto nel rapporto fra il Nano Barba Avvitata e l’Elfo della Luce Sir Ivory Honeyshot (che molto ricordano Gimli e Legolas), ma anche la stessa Lega sembra un po’ ricordare la Compagnia dell’Anello. Sul versante delle creature che fanno la loro apparizione, Aaron attinge ad altri cicli di storie fantasy, come Le Cronache di Narnia, soprattutto nella diversificazione degli esseri fantastici che popolano i Nove Regni. Si finisce poi all’eterna lotta tra diverse razze di Elfi, raccontate in tanti di quei romanzi fantasy che si rischierebbe di perdere il conto. La trama quindi si presenta solida e si alimenta proprio con questi continui rimandi che però non stancano, pur mantenendosi nel solco del classico, con eroi senza macchia e sacrifici risolutori (ma, ripeto, il finale è molto poco prevedibile e ridona un senso di originalità all’intera trama).

Concludo spendendo due parole sull’ottimo Ron Garney, davvero molto azzeccato per il tipo di storia che doveva rappresentare. Sicuramente se al suo posto ci fosse stato Esad Ribic (comunque impiegato come cover artist della serie) la trama ne sarebbe stata appesantita, mentre Garney riesce a mantenere sempre un tratto piacevole e fresco, in grado di rappresentare con grande abilità anche la minima differenza tra i popoli e tra i personaggi. Il suo modo di realizzare le espressioni del viso e allo stesso tempo la dinamicità dei corpi nelle scene d’azione, sono indubbiamente un fattore di forza di questo ciclo di storie e comunicano al lettore un senso di trasporto all’interno di questo meraviglioso mondo che scorre sulla pagina, vignetta dopo vignetta. Altra menzione va fatta anche ai coloristi di questa serie, soprattutto Ive Svorcina (affiancato a volte da Lee Loughridge) che contribuiscono non poco a rendere l’atmosfera incredibilmente fantasy con colori nitidi e puliti, variando tanto le gamme cromatiche a seconda del mondo da mostrare, ma comunque donando risalto ai protagonisti.

Anche questa recensione si conclude qui. Vi invito a recuperare la testata italiana Thor – Dio del Tuono dal #11 al #15 per poter godere di questa bellissima saga (pubblicata da Panini Comics, al prezzo di 2,90€ per ogni numero, all’interno del mensile trovate anche Young Avengers di cui vi parlerò il prossimo mese). Nei prossimi giorni arriverà anche una breve video recensione di questi ciclo di storie. Ci rileggiamo alla prossima recensione.

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