Non è facile descrivere a parole quanto ho atteso e desiderato leggere questo numero 20 di The Walking Dead; così come non è facile raccontare la mia amara rassegnazione, la scorsa settimana, nell'apprendere che, a causa di un ritardo nelle consegne, avrei dovuto aspettare una settimana in più prima di poter leggere GUERRA TOTALE, sballosissima prima metà di quello che si prannuncia come uno degli archi narrativi più importanti di tutta l'epopea zombie di Kirkman.

Abbiate pazienza, fatemelo ripetere ancora una volta: GUERRA TOTALE!

Il solo pronunciare queste parole rievoca in un attimo tutti gli eventi che ci hanno portato a questo momento così cruciale per la storia e per il futuro della serie. La brutale esecuzione di Glenn, la conoscenza di Negan e delle sue pretese ai danni delle diverse comunità, i tentativi di scendere a patti con lui e la conseguente ribellione; fino ad arrivare al faccia a faccia con Rick alle porte di Alexandria. Un'escalation di azioni e reazioni che, come un grande imbuto, conducono a quell'inesorabile epilogo che è lo scontro tra Rick e Negan. Si, perché per quanto possa essere cambiata l'etica comune, per quanto possa essere aumentato il limite di sopportazione umana nell'universo narrativo di TWD, una cosa è comunque chiara a Rick e compagni: Negan è pericoloso e va eliminato a qualsiasi costo.

Guerra, dunque. A costo di perdere tutto ciò che si è conquistato fino ad ora; con la cosapevolezza che è questa l'unica strada da percorrere se si vuole davvero tentare di costruire un Nuovo Mondo. Adesso che il sogno di rinascita appare alla portata, ora che sembra quasi di poterlo sfiorare, è necessario che le diverse comunità si uniscano per sconfiggere il cancro che oscura quel sogno. Ma Rick sa bene che non basterà il coraggio per battere un esercito ben organizzato come quello di Negan. Anche dopo l'unione delle diverse città, i Salvatori rimangono comunque più preparati e pericolosi di quanto gli uomini guidati dallo sceriffo non saranno mai. Spetterà a quest'ultimo ricorrere ad ogni stratagemma che ha imparato sulla sua pelle nel corso della storia, per ottenere una vittoria che vale il futuro suo e della sua gente.

La narrazione in questo volume diventa sempre più rapida e incalzante; mentre i dialoghi si fanno via via più brevi e immediati, lasciando spazio a delle tavole semplici e al tempo stesso cariche di pathos. Lo studio e la conseguente caratterizzazione dei personaggi è – come sempre – perfetta. E' possibile comprendere le emozioni e i travagli dei protagonisti ed intuirne la coerente evoluzione. Nessun personaggio è buttato lì a caso. Ognuno viene così naturalmente inserito nel contesto narrativo, da sembrare credibile, quasi “vero”. E in questo contribuisce non poco il magistrale lavoro di Charlie Adlard, particolarmente attento nel rappresentare graficamente l'emozione nel volto di ogni singolo personaggio, lasciandone trasparire ogni singola sfaccettatura. Sul disegnatore inglese non sembra incidere minimamente il ritmo forsennato al quale è costretto a causa delle continue consegne; e in questo volume ci regala delle splash pages che non posso che definire clamorose.

Resta da capire come cambierà il mondo di TWD alla fine di questa guerra. Kirkman ha più volte chiarito come TWD sia una serie concepita per durare virtualmente all'infinito (dico 'virtualmente' perché alla fine dipende sempre tutto dalle vendite). La struttura della storia è costruita per potersi continuamente modificare, anche radicalmente; e gli stessi personaggi sono solo tasselli facilmente intercambiabili, in un mosaico ben più ampio e difficile da sgretolare. Il bello (e a volte tremendamente doloroso) di TWD è che puoi davvero aspettarti di tutto. La perdita dei personaggi principali è stata lentamente accettata dai lettori, coscenti di sacrificare una piccola parte di cuore, in favore di un bene più grande. Persino la morte di Rick è diventata un'opzione più che verosimile, quasi probabile a questo punto. E questo non fa che alimentare la mia curiosità e le mie aspettative. Lo scontro Rick/Negan dovrà infatti necessariamente portare alla morte di uno dei due antagonisti; e il fatto che uno dei due sia il protagonista della storia, non mi da comunque alcuna certezza cira l'esito della contesa. Che Rick superi o meno anche questo ostacolo, che sopravviva o meno, so – come sappiamo tutti – che TWD continerebbe comunque sugli stessi livelli qualitativi visti sin ora.

Ok perfetto. Sì, ho letto il volume 19 ed è stato semplicemente incredibile. Su questo volume 20 ho altissime aspettative. Sono sicuro che non rimarrò deluso!

#3

Kirkman ti fa affezionare ai personaggi e li fa uscire dalla storia in una tavola. Pensa al fegato che devi avere se dopo 6 capitoletti uccidi shane, uno di quei personaggi che sarebbe potuto essere il protagonista della serie o se dopo 18 volumi elimini in poco più di una tavola uno dei personaggi a cui i lettori si erano più affezionati e che per il gruppo rappresentava molto. Questo stile crudo di Kirkman lo amo perché ti tiene sempre col fiato sospeso. Il lettore sa che voltando pagina potrebbe ritrovarsi di fronte a un colpo di scena incredibile e imprevedibile. Quando dopo 120 capitoli inizi a dubitare che il protagonista della serie sopravviva allora vuol dire che l'autore del fumetto è un genio perchè ha costruito una storia e un mondo che va avanti o addirittura migliora senza il suo attore principale. Ho


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#4

Sottoscrivo parola per parola.

#5

Leggo altre ottime testate regolari, ma nessuna è paragonabile a TWD. Diffidate da chi esalta serie dopo due-tre capitoli.

#6

Io sono molto fiducioso per outcast che guardacaso è sempre di kirkman.

#7
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