“Ho fatto il tirocinio, e ho capito che non sono affatto il tipo adatto a fare l’insegnante. Quando guardo i testi mi viene sonno, e quando guardo gli altri prof mi danno sui nervi. Mi sono reso conto che io e quei mocciosi non siamo affatto diversi.” Eikichi Onizuka 

GTO (Great Teacher Onizuka) è un manga di Toru Fujisawa pubblicato nella seconda metà degli anni novanta, seguito di Shonan Junai Gumi, dello stesso autore, che racconta le avventure di Eikichi Onizuka (22 anni, celibe), ex mototeppista, pervertito e un po’ tonto. In GTO Onizuka, ancora vergine e alla disperata ricerca di una ragazza, decide di voler diventare un professore per poter sposare a quarant’anni un’alunna sedicenne. Le premesse sono tutte per un manga comico e pieno di gag, e di fatto lo è. Ma non solo.
Fin da subito la storia presenta un personaggio che ha a cuore i suoi alunni e che è disposto a rischiare anche la propria vita e la propria carriera per il loro bene. Dopo un periodo di apprendistato Onizuka riesce ad essere assunto (non con difficoltà) nell’istituto privato Kissho, dove viene subito a contatto con un ricco cast di comprimari: la bella professoressa Fuyutsuki, per cui prende subito una cotta; il vicedirettore Uchiyamada, che lo odia e cerca in ogni modo di licenziarlo; ma soprattutto la classe a cui è assegnato, la quarta sezione del terzo anno, la peggiore dell’istituto, famosa per i crudeli scherzi ai danni del professore di turno, che hanno portato spesso all’abbandono dell’istituto da parte dei docenti e in alcuni casi al loro tentato suicidio. La direttrice Sakurai aveva notato subito il potenziale di Onizuka e per questo aveva deciso di assegnargli quella classe piena di problemi, sapendo che sarebbe riuscito a risolverli.
Infatti capitolo dopo capitolo Onizuka riuscirà a far passare dalla sua parte quasi tutti gli alunni, sventando tentati suicidi, occupandosi di episodi di bullismo e di emarginazione, di problemi con la famiglia, e infondendo nei suoi alunni il suo stupendo stile di vita votato al divertimento ma consapevole di quando assumersi le proprie responsabilità e iniziare a prendersi sul serio. 

Il manga si fonda soprattutto sul suo splendido protagonista, che appare come una creatura soprannaturale in grado di fare qualsiasi cosa. Sembra che niente possa fermarlo quando ci sono di mezzo i suoi alunni, che poi sono anche suoi amici, essendo lui molto più simile ai ragazzi che non agli altri professori.
Onizuka è convinto che bisogna dare anche ai più stupidi, ai più indisciplinati, a tutti, nessuno escluso, la possibilità di realizzarsi, la stessa che è stata data a lui, che da ragazzo era un teppista e che gli ha permesso di mostrare a tutti le sue capacità. Infatti pur non essendo in grado di insegnare la propria materia, riesce a diventare un professore migliore di qualsiasi altro insegnando non solo ai suoi alunni ma anche agli insegnanti e ai genitori come vivere e come comportarsi con gli altri. Non solo. Fujisawa riesce a realizzare una forte critica al sistema e alla società Giapponesi mostrando molti dei problemi che caratterizzano questo paese: professori che pensano solo a se stessi e alla propria carriera invece che agli alunni, l’eccessiva competitività nella scuola e nel lavoro, la mancanza dei genitori (soprattutto della figura paterna), e l’isolamento dalla società.

Per questo mi sento di consigliare a chiunque questo meraviglioso fumetto. Ma soprattutto mi sento di consigliarlo agli insegnanti o a futuri tali. Ho letto GTO mentre andavo alle superiori e spesso pensavo come sarebbe stato avere in classe un professore come Onizuka, capace di dare davvero qualcosa ai suoi alunni. Perché spesso si dimentica il vero compito di un insegnante, ovvero educare, quella parola che il vicedirettore Uchiyamada continua a ripetere ma di cui non ha ancora compreso il significato.

GREAT!!!

Questa recensione vale per lo Spring Reviews Contest del Bar del fumetto quindi se vi è piaciuta votatemi!

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