Justice League #19 segna la fine della saga Il Trono di Atlantide e mi viene da dire: che finale, signori! Un Johns eccezionale, un Ivan Reis in stato di grazia e la giusta conclusione per la saga della JL migliore dell’anno. Eccovi dunque la mia recensione.

Justice League #17

Dopo averci accompagnato per tre mesi fra gli Oceani e la Terraferma, Geoff Johns conclude la saga che mi ha tenuto col fiato sospeso fino all’ultimo. Il Trono di Atlantide è stata una saga matura, scritta magistralmente da un autore con un preciso percorso per il personaggio di Aquaman: da “zimbello” dei media e dell’intera umanità –poco informata sul Re di Atlantide – a eroe del mondo intero, salvatore delle città della costa Est degli USA. Ma Jonhs è stato indubbiamente ben supportato da Ivan Reis al massimo della sua forma (alcune splashpage sono pura goduria per il lettore): la scena in cui Arthur Curry (a.k.a. Aquaman) si erge dalla mischia per proclamarsi unico Re di Atlantide è una di quelle che ti restano impresse nella memoria. Evitando di lanciarmi in altri elogi sperticati (tanto avete capito il succo del discorso), l’unica cosa che mi viene da pensare a posteriori è: perché c’è voluto un anno e mezzo prima di vedere una saga degna su Justice League? Spero che da adesso in poi la testata tenga questo ritmo e che non si abbassi nuovamente.

Freccia Verde #15

 

Dalle stelle alle stalle. Qualcuno mi spiega l’utilità di questa testata in questo mensile? Non tanto per l’aspetto grafico (ho apprezzato maggiormente Williams II su Capitan Atom, qui mi pare un po’ fuori luogo), ma per le storie di Ann Nocenti che non danno né di carne né di pesce. Le trame sono insipide e sconclusionate, il personaggio di Freccia Verde sembra un burattino nelle mani degli autori, un automa che non ha personalità e che passa da un evento all’altro senza segnare un cambiamento. Tra l’altro c’è una scelta editoriale senza senso alla base della presenza di questo personaggio nel mensile: Freccia Verde opera nella Justice League of America e – a differenza di Hawkman – non è presente in questo mensile fin dall’inizio. Quindi non capisco davvero il suo inserimento.

Hawkman #15

 

Si conclude invece su Hawkman la saga “Ricercato” (ma non dovevano essere 8 numeri!?!) e si aprono alcuni interessanti spunti di narrazione futuri (soprattutto per il cliffhanger finale). Rob Liefeld e Frank Tieri ai testi riescono a gestire bene i personaggi di Hawkman e Deathstroke, stesso discorso per il disegnatore Joe Bennett che ha uno stile molto molto pulito, che mi sta piacendo davvero tanto; infatti non mi aspettavo che uno stile “limpido” e basato sui chiaroscuri potesse sposarsi bene con il personaggio del Falco, così rude e violento (vi basta andare qualche pagina indietro per vedere l’Hawkman di Reis per capire cosa intendo). Adesso siamo arrivati ad un sicuro punto di svolta per le avventure del personaggio, che dovrà fronteggiare i fantasmi del passato nel vero senso della parola, cercando di rimediare agli errori commessi prima di giungere sulla Terra, ma sono anche curioso di capire come gli autori possano giungere all’alleanza (e quindi poi all’innamoramento) con Hawkgirl. Una testata da seguire, secondo me.

Anche per questo mese è tutto dalla super squadra made in DC Comics, continuate a leggere JL perché ne vedremo delle belle! Un saluto e alla prossima.

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