É finalmente online il trailer di del quarto film dedicato agli Avengers, si intitolerà Endgame e sarà nelle sale italiane il 24 aprile 2019.

É online il nuovo trailer in italiano di Captain Marvel, atteso nuovo film ambientato negli anni ’90 del Marvel Cinematic Universe con protagonista il premio Oscar Brie Larson.

Dop aver raccontato la storia dell'hip hop con il suo Hip Hop Family Tree, Ed Piskor si cimenta con un macrocosmo di storie ben più intricato, quello dei mutanti Marvel. A partire dalla creazione per mano dello storico duo di architetti della Casa delle Idee composto da Stan Lee e Jack Kirby, passando per la celebrata e lunghissima avventura targata Chris Claremont, quella degli X-Men è una soap opera supereroistica immensa, fatta di amicizie, amori, battaglie, lotte sociali, tradimenti, viaggi nel tempo e nello spazio e tanti, tantissimi personaggi. L'ambizioso intento di Piskor è quello di condensare, in soli sei albi di poco più di 40 pagine, quasi 300 numeri della testata regolare degli X-Men usciti tra il 1963 (primo numero firmato appunto da Lee e Kirby) ed il 1991 (fine della gestione Claremont). 

Stanley Martin Lieber nasce a New York nel dicembre del 1922. La sua storia cambia quando viene assunto come addetto alle copie dallaella Timely Comics (casa editrice che sarebbe pochi anni dopo diventata la Marvel Comics), lì riesce a farsi strada finché nel 1941 pubblica come riempitivo su un albo di Captain America una pagina di testo con lo pseudonimo di Stan Lee. Da lì a diventare sceneggiatore di storie complete il passo e breve. Il talento c'è e la sua fantasia è sconfinata, negli anni successivi crea i Fantastici Qauttro gli X-Men, Spider-Man, Doctor Strange, Iron Man, Hulk, Daredevil, Silver Surfer, Thor e tantissimi altri persoanggi insieme ad artisti del calibro di Jack Kirky e Steve Ditko, uomini che, come lui, sono stati visionari pionieri di un universo supereroistico che avrebbe fatto storia. È grazie a lui che viene introdotto il concetto di supereroi con super problemi, che porta tematiche più adulte ed impegno sociale in un genere fino ad allora considerato puro intrattenimento per ragazzini.

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Nel 2018 Netflix ci ha mitragliati di serie su licenza Marvel con un range qualitativo che va da pessimo a mediocre, mi riferisco ovviamente alle seconde stagioni di Jessica Jones, Luke Cage ed Iron Fist.

Davvero inatteso l'annuncio avvenuto nelle scorse ore durante l'edizione 2018 del Lucca Comics and Games. Nel 2019 verranno pubblicati degli albi in cui i personaggi di casa Bonelli incontreranno gli eroi della DC comics.
Si parte con Zagor/Flash.

Qui l'annuncio sulla pagina di RW Edizioni, editore italiano dei fumetti DC.

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In premessa devo ammettere di avere un debole per Thomas Sullivan Magnum IV. In quella folta schiera di personaggi figli del militarismo buono della TV anni '80 - l'A-Team, McGyver, i tipi di Riptide, Michael Knight - Magnum è in assoluto il mio preferito. La facilità con cui acchiappava, quei baffoni amichevoli, la Ferrari, lo rendevano lo zio avventuroso che qualunque bambino avrebbe voluto avere. Oggi Magnum è stato reboottato (prima di lui era toccato a MacGyver) e, al posto di Tom Selleck, c'è Jay Hernandez e - pur non volendo vestirmi da fan integralista che si straccia le vesti e si mette a piagnucolare - è inevitabile che quando ti reboottano un ricordo d'infanzia, il risultato sia mal tollerato. D'altronde è fin troppo ovvioa che Jay Hernandez non ha il carisma di Tom Selleck e che Magnum P.I., per chi ha visto e vissuto la serie originale non potrà che restare sempre lui. Se ci pensate, è lo stesso discorso applicabile allo spin-off di Star Wars su Han Solo: il film è bellino, le situazioni interessanti, ma - a prescindere dalla prova attoriale di Alden Ehrenreich (salute!), lui non potrà mai darvi l'idea di essere Han Solo. Perché Han Solo è Harrison Ford, punto. 

Se avevate delle aspettative su Venom vuol dire che per voi l'ottimismo è il profumo della vita.

Lo dicono gli spettatori, lo conferma anche la critica del web: la 2a stagione di Iron Fist è meglio meno peggio della stagione d'esordio. Ok, ma non lasciamoci trasportare da facili entusiasmi e non dimentichiamo che la prima stagione era stato il primo, grosso, passo falso di Netflix con le licenze Marvel. Da lì in avanti, di scivoloni coi personaggi della Casa delle Idee, mamma Netflix ne avrebbe fatti molti altri (su tutti la stagione 2 di Jessica Jones in cui lei, un un trionfo di pettorali maschili depilati e subplot ben oltre il confine del fregacazzi, combatteva una sciura coi capelli arruffati e problemi di controllo della rabbia che risultava meno credibile di Adam Sandler in Terapia d'urto).

ilbardelfumetto

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